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XVI CONGRESSO NAZIONALE DELLA FEDERAZIONE TSRM

RICCIONE 17-18 APRILE 2015



Il Congresso celebrerà i 50 anni dal riconoscimento della Professione di Tecnico Sanitario di Radiologia Medica
E' già attiva la procedura di iscrizione on-line,  per la prenotazione alberghiera e l'invio degli abstract.

 
Ecm, un altro passo verso l’accreditamento dei provider PDF Stampa E-mail
Scritto da Segreteria   
Giovedì 19 Agosto 2010 13:32
Il Consiglio dei Ministri, lo scorso 23 luglio, ha approvato il Decreto che recepisce l’accordo Stato-Regioni del novembre scorso. Nel provvedimento si affida la valutazione dei provider alla Commissione nazionale Ecm o alle Regioni, in base all’ambito di attività degli organizzatori. Agli stessi enti spetterà poi la vigilanza sugli erogatori per verificare la permanenza dei requisiti e soprattutto la qualità dei corsi proposti. Tra gli altri temi confermati nel Decreto, spiccano poi la formazione a distanza, gli obiettivi formativi, la valutazione della qualità del sistema Ecm e le attività formative realizzate all’estero. Resta, infine, confermato il debito che ogni professionista della Sanità deve soddisfare per il triennio 2008-2010: 150 crediti Ecm per una media di 50 all’anno (con un minimo tollerato di 25 e un massimo di 75). Nel conteggio possono essere inseriti anche 60 crediti tra quelli acquisiti negli anni precedenti, mediante un’autocertificazione che sarà poi sottoposta al vaglio della Commissione Nazionale Ecm.
Ultimo aggiornamento Martedì 12 Luglio 2011 16:21
 
Riforma Collegi-Ordini PDF Stampa E-mail
Scritto da Segreteria   
Lunedì 14 Giugno 2010 13:29

Si è tenuto il 15 aprile scorso l'incontro tra il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano, e i rappresentanti degli Ordini professionali. Insediato il 22 anche il tavolo delle professioni sanitarie.

Al Tavolo, convocato dal ministro Ferruccio Fazio, hanno partecipato Andrea Mandelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti; Amedeo Bianco, presidente della Federazione nazionale Ordini Medici Chirurghi e Odontoiatri, Giuseppe Renzo, presidente della Commissione per gli iscritti all'Albo degli Odontoiatri; Gaetano Penocchio, presidente della Federazione nazionale Ordini Veterinari Italiani; Giuseppe Luigi Palma, presidente del Consiglio Nazionale degli Ordini Psicologi; Annalisa Silvestro presidente della Federazione Nazionale Collegi Ipasvi; Miriam Guana, presidente della Federazione Nazionale Collegi Ostetriche e Giuseppe Brancato, presidente della Federazione Nazionale Collegi Tecnici Sanitari di Radiologia Medica. Tre sono i temi centrali della riforma delle professioni sanitarie: tariffe minime, quale parametro di garanzia per i pazienti; pubblicità, da ricondurre entro i confini dell'etica professionale; forme societarie, con apporto di capitale di rischio, purché la maggioranza sia espressa da professionisti regolarmente iscritti all'albo. Nel corso dell'incontro è stato inoltre affrontato anche il tema dell'ammodernamento degli Ordini professionali, nonché la trasformazione in Ordini degli attuali Collegi

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Al termine della riunione del 15, il Guardasigilli ha assicurato che la riforma delle professioni si farà e che la nuova disciplina garantirà un'alta qualità delle prestazioni professionali, tariffe chiare e trasparenti, dignità e prestigio per i professionisti. È stato, infine, costituito un gruppo di lavoro per la formulazione di uno Statuto delle libere professioni.

Comunicato stampa:

Il Ministro ha aperto i lavori illustrando l’intenzione del Governo di procedere ad una riforma all’interno di un quadro che avrà le sue direttrici fondamentali nella tutela del consumatore, nella salvaguardia della dignità dei professionisti, nella previsione di agevolazioni per i più giovani e nel rispetto della normativa europea.

I passi fondamentali di tale riforma saranno l’approvazione di uno Statuto delle Professioni, contenente principi generali validi per tutti gli ordini e interventi di adeguamento delle regole delle singole professioni.

La riforma mira a contemperare la tutela dei consumatori con quella dei professionisti in un modo più efficace e profondo rispetto a quanto fatto nel recente passato, coniugando la garanzia della qualità della prestazione professionale con la equa commisurazione del compenso.

Le questioni poste sul tavolo, oggetto dell’azione riformatrice, saranno la modifica della disciplina del tirocinio e dell’accesso agli albi, l’introduzione dell’aggiornamento professionale obbligatorio, maggiori garanzie di trasparenza ed efficienza della giustizia disciplinare, la disciplina della responsabilità dei professionisti, della pubblicità e del diritto all’informazione dei clienti, la semplificazione delle tariffe professionali e l’esercizio in forma associata delle professioni.

Tutti i rappresentanti degli ordini intervenuti hanno manifestato la loro adesione all’intenzione riformatrice, evidenziando la necessità che gli ordini siano garanti della qualità del prodotto professionale divengano i primi tutori degli interessi dei consumatori.

Ultimo aggiornamento Martedì 12 Luglio 2011 16:22
 
Riforma delle Professioni PDF Stampa E-mail
Scritto da Segreteria   
Lunedì 14 Giugno 2010 13:23

Pubblichiamo il documento presentato dal relatore della commissione giustizia della camera dei deputati, alle commissioni Giustizia e Attività produttive, commercio e turismo, il 18 maggio in sede referente.

Commissioni Riunite II e X

Martedì 18 maggio 2010

 

Riforma delle professioni. (C. 3 Iniziativa popolare, C. 503 Siliquini, C. 1553 Vietti, C. 1590

Vitali, C. 1934 Froner, C. 2077 Anna Teresa Formisano, C. 2239 Mantini e C. 3131

Buttiglione).

DOCUMENTO DEPOSITATO DAL RELATORE PER LA COMMISSIONE GIUSTIZIA,

ONOREVOLE MARIA GRAZIA SILIQUINI

«RIFORMA DELLE PROFESSIONI INTELLETTUALI»

Capo I

PRINCIPI GENERALI

Art. 1.

(Ambito di applicazione).

1. La presente legge disciplina l'esercizio delle professioni intellettuali, stabilendone i principi

fondamentali, in attuazione degli articoli 35, 38 u.c. e 117 della Costituzione, e nel rispetto della

normativa comunitaria.

2. Per professione intellettuale si intende l'attività, anche organizzata in forma associata o societaria,

diretta al compimento di atti ovvero alla prestazione di servizi e di opere a favore di terzi, esercitata abitualmente e in via prevalente con lavoro intellettuale, per la quale è richiesto un titolo di studio

universitario o equipollente avente valore legale, il superamento dell'esame di Stato di cui

all'articolo 33, comma 5 della Costituzione e l'iscrizione in un albo professionale.

2-bis. Sono equipollenti, in base al comma 2 del presente articolo, i titoli e le formazioni

professionali in precedenza equiparati a quelli universitari.

3. È professionista intellettuale colui che esercita una professione intellettuale di cui al precedente

comma, anche se in forma subordinata o parasubordinata.

4. Il professionista intellettuale è tenuto all'aggiornamento e alla formazione permanente secondo i

criteri sanciti dal proprio ordinamento professionale.

5. Le norme della presente legge costituiscono principi generali degli ordinamenti professionali e

possono essere modificate o derogate solo in virtù di modifica o abrogazione espressa.

Art. 2.

(Attività professionali).

1. L'attività professionale è distinta dall'attività d'impresa. Essa si svolge nel rispetto delle norme

deontologiche, a tutela del soggetto nell'interesse del quale la prestazione è resa e secondo i principi

della personalità, dell'indipendenza e della responsabilità individuale diretta o comunque

concorrente del professionista che svolge effettivamente la prestazione in presenza di società tra

professionisti.

2. La legge determina le professioni intellettuali, definendone gli ordinamenti. Gli ordinamenti

definiscono le competenze professionali sulla base del titolo di studio e dell'esame di Stato, nonché

le attività professionali esercitabili dagli iscritti all'albo, con specifica indicazione di quelle

eventualmente riservate.

Art. 2-bis.

(Professionisti dipendenti).

1. I professionisti dipendenti esercitano la professione in conformità alle disposizioni della presente

legge, fatte salve le incompatibilità connesse alla tipologia dell'impiego.

2. Nel caso in cui l'abilitazione professionale costituisca requisito per l'instaurazione del rapporto di

lavoro subordinato è obbligatoria l'iscrizione all'albo per l'espletamento delle relative mansioni, ai

sensi di quanto previsto dagli ordinamenti professionali.

3. I professionisti dipendenti pubblici sono soggetti alle norme deontologiche, definite ai sensi degli

ordinamenti professionali, nel rispetto dei principi di buon andamento e di imparzialità della

pubblica amministrazione.

Art. 3.

(Ordini professionali).

1. Gli Ordini professionali sono enti pubblici non economici a carattere associativo, sottoposti alla

vigilanza del Ministero della giustizia e sono preposti alla vigilanza sugli iscritti agli albi

professionali nel rispetto dei principi individuati nella presente legge.

1-bis. Agli Ordini professionali non si applicano la legge 21 marzo 1958, n. 259, e successive

modificazioni, la legge 14 gennaio 1994, n. 20, e successive modificazioni, e l'articolo 1, comma 2,

del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni. I Collegi professionali

già istituiti all'entrata in vigore della presente legge assumono la denominazione di Ordini e sono

soggetti alla medesima normativa.

2. Fatti salvi gli Ordini e Collegi professionali istituiti antecedentemente alla data di entrata in

vigore della presente legge, l'istituzione di nuovi Ordini è subordinata alla necessità di tutelare

rilevanti interessi generali nello svolgimento di attività caratterizzate da asimmetrie informative e

dal rischio di danni sociali conseguenti a prestazioni non adeguate.

3. Gli Ordini professionali hanno autonomia patrimoniale e finanziaria e determinano la propria

organizzazione mediante appositi regolamenti, nel rispetto della presente legge.

Art. 4.

(Accorpamenti degli Ordini professionali esistenti).

1. Il Ministro della Giustizia, nell'esercizio della sua funzione di alta vigilanza, su istanza dei

Consigli Nazionali interessati, previa deliberazione dei rispettivi Congressi, propone al Governo

l'accorpamento degli ordini e collegi esistenti.

2. Ciascun ordine, istituito con l'accorpamento, può comprendere professioni diverse purché

attinenti alla medesima area e purché i relativi titoli per l'accesso siano conseguiti a seguito di

formazione e tirocinio della medesima durata.

A ciascun ordine corrisponde un albo. Non sono ammesse sezioni riservate a soggetti in possesso di

titoli di livello inferiore.

3. Dopo che si è provveduto alla ridefinizione e all'accorpamento degli ordini e collegi esistenti, con

regolamento, sono stabiliti i titoli di laurea che consentono l'accesso ai relativi Ordini.

4. Sono fatti salvi i diritti maturati, alla data di entrata in vigore della presente legge, dagli iscritti

nei registri dei tirocinanti, da coloro che hanno iniziato il percorso formativo di accesso alle

professioni, nonché dagli iscritti agli ordini e collegi professionali esistenti. Questi, su proposta dei

rispettivi consigli nazionali, previa deliberazione dei rispettivi congressi, sono iscritti negli ordini

risultanti dalla ridefinizione e dall'accorpamento. È rispettato il principio della parità dei titoli

assimilabili, equipollenti ed equiparati.

5. È soppressa la sezione «B» degli Ordini. Gli iscritti a tale sezione sono iscritti nell'Ordine

corrispondente al rispettivo titolo.

Art. 5.

(Accesso alla professione).

1. L'accesso alla professione è libero e il suo esercizio è fondato e ordinato sull'autonomia e

sull'indipendenza di giudizio, intellettuale e tecnica, del professionista.

2. Fermo restando il possesso del titolo di studio previsto, per l'abilitazione all'esercizio di una

professione intellettuale è prescritto un esame di Stato, al quale si accede previo espletamento del

tirocinio professionale.

3. In casi eccezionali, la legge può prevedere una preventiva determinazione del numero di coloro

che possono conseguire l'abilitazione all'esercizio di particolari attività professionali, che

comportano lo svolgimento di pubbliche funzioni. In tali casi l'accesso alla professione si consegue

mediante il ricorso a procedure di evidenza pubblica.

4. La disciplina del tirocinio si conforma a criteri che garantiscano l'effettivo svolgimento

dell'attività formativa e il suo adeguamento costante all'esigenza di assicurare il miglior esercizio

della professione. È dovuto al tirocinante un equo compenso, avente natura indennitaria,

commisurato al suo concreto apporto. Il relativo importo è fiscalmente detraibile dal professionista

quale costo sostenuto per l'attività professionale. Al tirocinante non si applicano le norme sul

contratto di lavoro per i dipendenti di studi professionali. La durata del tirocinio non può essere

superiore a due anni.

4-bis. Secondo quanto previsto da ciascun ordinamento, il tirocinio può essere svolto, in presenza di

un'apposita convenzione quadro stipulata fra i Consigli Nazionali e il Ministero dell'Istruzione,

Università e Ricerca, in concomitanza al corso di studio per il conseguimento della laurea

magistrale (o specialistica). Il tirocinio, laddove l'ordinamento professionale lo consenta, può essere

svolto in parte mediante la partecipazione a corsi di formazione per la preparazione degli esami di

Stato, o all'estero, in ambito comunitario, sotto la responsabilità di un soggetto abilitato all'esercizio

di professioni equiparate, ai sensi della normativa vigente in tema di riconoscimento delle qualifiche

professionali.

4-ter. Il tirocinio può essere svolto, secondo quanto previsto da ciascun ordinamento e comunque

sempre sotto la responsabilità di un professionista, anche presso amministrazioni e società che

svolgono attività nel settore di riferimento della professione. Il professionista che accoglie presso il

suo studio il tirocinante deve essere iscritto all'albo e avere una adeguata anzianità di iscrizione.

Con una formazione universitaria o di riconosciuto valore equipollente si accede soltanto alla

professione di riferimento.

5. L'esame di Stato è disciplinato con regolamento del Ministro di Giustizia, sentiti gli Ordini

interessati, garantendo l'uniforme valutazione dei candidati e la verifica oggettiva del possesso delle

conoscenze e delle attitudini necessarie per lo svolgimento dell'attività professionale. Le prove per

l'esame di Stato devono essere uniformi sul territorio nazionale. Nelle commissioni giudicatrici non

più della metà dei commissari, tra cui il presidente, è designata dall'Ordine territoriale tra gli iscritti

agli albi con adeguata anzianità di iscrizione.

Art. 6.

(Tariffe).

1. Il professionista è tenuto a rendere noto al cliente il livello della complessità dell'incarico,

fornendo tutte le informazioni utili circa gli oneri ipotizzabili dal momento del conferimento alla

conclusione dell'incarico.

2. Il compenso spettante al professionista è pattuito per iscritto all'atto del conferimento

dell'incarico, avuto riguardo alle tariffe stabilite con decreto del Ministro della Giustizia

nell'interesse generale.

È possibile pattuire anche compensi in deroga alle tariffe.

3. Le tariffe professionali sono stabilite ogni triennio, su proposta dei rispettivi consigli nazionali,

sentito il Consiglio di Stato, e indicano i livelli minimi e massimi, non vincolanti in caso di

determinazione consensuale avvenuta ai sensi del comma che precede.

4. In caso di mancata determinazione consensuale del compenso, quando il committente è un ente

pubblico, in caso di liquidazione giudiziale di compensi, ovvero nei casi in cui la prestazione

professionale è resa anche nell'interesse dei terzi si applicano le tariffe professionali stabilite con

decreto del Ministro della Giustizia.

5. Per professioni che non hanno una tariffa stabilita dalla legge, il compenso per la prestazione

deve essere stabilito su accordo delle parti con determinazione consensuale scritta all'atto del

conferimento dell'incarico, o, in difetto, dal giudice, anche arbitrale.

6. Sono fatte salve le disposizioni vigenti che stabiliscono tariffe, aliquote, tabelle di compensi e

corrispettivi per attività professionali per materie ovvero per settori determinati.

Art. 7.

(Pubblicità informativa all'utenza).

1. Il professionista può pubblicizzare il proprio nome, titolo e albo di appartenenza, le materie o i

settori di attività prevalente, le eventuali specializzazioni conseguite nonché la ragione sociale della

società tra professionisti di cui fa parte. E` proibita ogni forma pubblicitaria comparativa,

ingannevole, enfatica o comunque non compatibile con l'immagine e il decoro della professione

esercitata.

2. Gli Ordini professionali, con i regolamenti di cui all'articolo 3, attuano i principi del comma 1

stabilendo i parametri di correttezza dell'informazione pubblicitaria.

Art. 8.

(Assicurazione obbligatoria).

1. Il professionista è tenuto a stipulare idonea assicurazione per i rischi derivanti dall'esercizio

dell'attività professionale.

2. Il professionista deve rendere noti al cliente, al momento dell'assunzione dell'incarico, gli estremi

della polizza assicurativa stipulata per la responsabilità professionale e il relativo massimale. Gli

estremi della polizza collettiva di cui al comma 5 o di quelle individuali attuative dell'obbligo sono

resi disponibili ai terzi senza alcuna formalità presso l'Ordine territoriale.

3. La violazione degli obblighi di cui ai commi 1 e 2 comporta l'apertura del procedimento

disciplinare a carico del professionista. Gli ordinamenti professionali stabiliscono le sanzioni

disciplinari applicabili a seguito dell'accertamento delle violazioni.

4. Le condizioni generali delle polizze assicurative di cui al presente articolo possono essere

negoziate, in convenzione per i propri iscritti, dagli Ordini di appartenenza e da enti previdenziali

dei professionisti.

5. I Consigli Nazionali possono provvedere a forme collettive di assicurazione per la responsabilità

civile derivante dall'esercizio dell'attività professionale, uniformi per tutti gli iscritti all'Albo, con

oneri a carico del proprio bilancio. L'impresa assicuratrice è scelta con procedure ad evidenza

pubblica nel rispetto della normativa comunitaria e nazionale in materia. Nell'ipotesi di ricorso a

forme collettive di copertura assicurativa, è fatta salva la facoltà di ciascun professionista di

stipulare polizza aggiuntiva a proprie spese. Il Ministro della Giustizia, di concerto con il Ministro

delle Attività Produttive, sentiti i Consigli Nazionali, individua con decreto il massimale minimo

delle polizze assicurative individuali e collettive di ciascuna categoria professionale.

Art. 9.

(Agevolazioni e incentivi).

I provvedimenti che introducono agevolazioni o incentivi diretti a favorire la ricerca, lo sviluppo

dell'occupazione e gli investimenti, devono essere diretti anche ai soggetti che esercitano attività

professionali, sia in forma individuale sia associata. In ogni caso, l'importo dei costi sostenuti dal

professionista per la partecipazione a corsi di formazione o eventi formativi, riconosciuti ai fini

della formazione permanente, è fiscalmente detraibile per l'intero ammontare, limitatamente al

raggiungimento del numero minimo di crediti annuali richiesto dai singoli ordinamenti.

Art. 9-bis.

(Casse di previdenza).

1. Gli enti di previdenza obbligatori per i professionisti, già disciplinati dal decreto legislativo 30

giugno 1994, n. 509, e dal decreto legislativo 10 febbraio 1996, n.103, pur perseguendo finalità

pubblicistiche, mantengono autonomia normativa e gestionale, senza finanziamenti diretti o indiretti

da parte dello Stato.

2. Possono essere accorpati esclusivamente tra loro su decisione dei rispettivi organi deliberativi,

ma solo per comprovate esigenze di efficienza e sicurezza nell'erogazione delle prestazioni agli

aventi diritto.

Capo II

STRUTTURA DEGLI ORDINI

Art. 10.

(Organi degli Ordini professionali).

1. Gli Ordini professionali sono organizzati territorialmente secondo i loro ordinamenti

professionali.

2. Gli organi di governo degli Ordini professionali a livello territoriale sono:

a) il consiglio dell'ordine territoriale;

b) il presidente.

3. Il consiglio dell'ordine territoriale è eletto dagli iscritti all'albo riuniti in assemblea e dura in

carica quattro anni. Le modalità elettorali sono stabilite in ciascun ordinamento professionale. Gli

ordinamenti professionali definiscono le modalità per la nomina del Presidente, vicepresidente,

segretario e tesoriere.

4. I bilanci dell'Ordine territoriale sono sottoposti al controllo del collegio dei revisori, composto da

tre membri effettivi e due supplenti, che durano in carica quattro anni scelti fra gli iscritti nel

registro dei revisori legali. Il collegio dei revisori è eletto dagli iscritti all'albo riuniti in assemblea e

dura in carica quattro anni. I componenti del collegio dei revisori non sono eleggibili per più di due

mandati consecutivi.

5. Gli organi di governo degli Ordini professionali a livello nazionale sono:

a) il consiglio nazionale;

b) il presidente;

c) il comitato esecutivo;

d) l'assemblea generale;

6. Il consiglio nazionale è eletto dai consigli locali e resta in carica per quattro anni. Le modalità

elettorali sono stabilite in ciascun ordinamento professionale. Gli ordinamenti professionali

definiscono le modalità per la nomina del Presidente, vicepresidente, segretario e tesoriere.

7. Gli ordinamenti professionali possono prevedere l'istituzione di un comitato esecutivo composto

dal presidente e da due a quattro membri designati dal consiglio nazionale a maggioranza assoluta

dei componenti. Le funzioni attribuite al comitato esecutivo sono definite con regolamento adottato

dal Consiglio Nazionale.

8. I bilanci del Consiglio Nazionale sono sottoposti al controllo del collegio dei revisori, composto

da tre membri effettivi e due supplenti, che durano in carica quattro anni scelti fra gli iscritti nel

registro dei revisori legali. Il collegio dei revisori è eletto dai Presidenti degli Ordini territoriali

riuniti in assemblea. I componenti del collegio dei revisori non sono eleggibili per più di due

mandati consecutivi.

Art. 11.

(Funzioni del Consiglio Nazionale).

1. Il Consiglio Nazionale rappresenta istituzionalmente, a livello nazionale, gli iscritti nell'albo e

promuove i rapporti con le istituzioni e le pubbliche amministrazioni competenti.

2. Al consiglio nazionale sono affidate le seguenti funzioni:

1) l'adozione di un regolamento per:

a) la definizione della propria organizzazione e degli affari di propria competenza;

b) la proposizione del regolamento di cui all'articolo 3 comma 3;

c) la tenuta e l'aggiornamento periodico degli albi;

d) la verifica della sussistenza dei requisiti per l'iscrizione agli albi;

e) la certificazione attestante la qualificazione professionale e controllo sulla permanenza dei

requisiti di iscrizione agli albi;

f) la formazione professionale e l'alta formazione, d'intesa con le università;

g) la disciplina della pubblicità professionale;

h) l'esercizio dell'azione disciplinare da sottoporre all'approvazione del Ministro della Giustizia.

2) La determinazione della misura degli oneri associativi a carico degli iscritti agli Ordini territoriali

destinati alle spese di organizzazione e funzionamento;

3) l'adozione del codice di deontologia professionale;

4) la deliberazione delle nomine e delle designazioni in ambito nazionale;

5) l'emanazione di direttive generali e la definizione di obiettivi, priorità e programmi relativi

all'attività di formazione e aggiornamento professionale;

6) la formulazione di pareri sui progetti di legge e di regolamenti che interessano la professione;

7) il coordinamento e la promozione dell'attività dei Consigli degli ordini territoriali per favorire le

iniziative intese al miglioramento e al perfezionamento della categoria;

8) la vigilanza sul regolare funzionamento dei Consigli degli ordini territoriali;

9) la formulazione di pareri in merito alla riunione degli ordini territoriali e alla loro separazione;

10) la definizione di livelli minimi di qualità delle principali prestazioni professionali, anche

d'intesa con altri Consigli Nazionali di professioni appartenenti alla medesima area;

11) la decisione in via amministrativa avverso le deliberazioni dei Consigli degli ordini territoriali

in tema di iscrizione e cancellazione all'albo e all'elenco speciale, in materia disciplinare e sui

ricorsi in materia elettorale;

12) la formulazione della proposta al Ministro della Giustizia delle tariffe professionali;

13) ogni altra funzione ad esso attribuita dalla legge e dai regolamenti.

Art. 11-bis.

(Funzioni dei Consigli degli Ordini territoriali).

1. Il Consiglio dell'ordine territoriale rappresenta istituzionalmente, a livello locale, gli iscritti

nell'albo, promuovendo i rapporti con gli enti locali.

2. Gli Ordini territoriali esercitano le seguenti funzioni:

a) provvedono alla tenuta degli albi, al loro aggiornamento e alla verifica periodica della sussistenza

dei requisiti per l'iscrizione;

b) determinano la misura degli oneri associativi a carico degli iscritti agli Ordini territoriali destinati

alle spese di organizzazione e funzionamento;

c) formulano proposte o pareri nei confronti degli organi di livello nazionale;

d) al fine del mantenimento dei requisiti per l'esercizio della professione degli iscritti, attraverso

l'obbligo della formazione continua, provvedono all'accreditamento, all'organizzazione e al

controllo dei percorsi formativi di aggiornamento obbligatori, nel rispetto dei regolamenti adottati

dal Consiglio Nazionale, organizzando appositi corsi, anche di intesa con università e istituzioni o

associazioni scientifiche e culturali. Per l'organizzazione dei corsi di formazione e di aggiornamento

i consigli degli Ordini possono promuovere la costituzione di fondazioni anche con la

partecipazione di soggetti pubblici e privati. In ogni caso l'organizzazione dei corsi non costituisce

esercizio di attività commerciale;

e) esercitano i poteri di spesa e di acquisizione delle entrate;

f) curano l'organizzazione degli uffici e la gestione del personale dipendente;

g) promuovono o resistono alle liti con l'eventuale potere di conciliare e transigere;

h) formulano i pareri in materia di liquidazione degli onorari a richiesta degli iscritti e della

pubblica amministrazione;

i) svolgono le altre funzioni previste dagli ordinamenti professionali e da altre disposizioni di legge

o regolamentari.

Art. 12.

(Assemblea generale).

1. Il congresso nazionale è l'assemblea generale di ogni professione organizzata in Ordine. Essa

favorisce la partecipazione della categoria professionale alla vita politica, sociale ed economica del

Paese, onde garantire in ogni sede l'indipendenza e l'autonomia dei professionisti.

2. L'assemblea generale è formata dai delegati eletti in ciascun Ordine territoriale in proporzione al

numero degli iscritti.

3. L'assemblea generale delibera sul codice deontologico e sui regolamenti proposti dal Consiglio

nazionale ai sensi dell'articolo 11.

4. L'assemblea generale è convocata, si celebra e delibera ogni anno. i singoli ordinamenti

professionali, prevedono le modalità di formazione dello statuto e del regolamento dell'assemblea

generale.

Art. 13.

(Assemblea locale).

1. L'assemblea locale è composta da tutti gli iscritti all'Ordine locale.

2. L'assemblea locale elegge il consiglio dell'Ordine locale, approva annualmente i bilanci

presentati dal consiglio dell'Ordine locale e delibera sulle altre questioni attribuitegli ai sensi

dell'ordinamento professionale.

Capo III

CONTROLLO DEONTOLOGICO E AMMINISTRATIVO

Art. 14.

(Funzione disciplinare e consigli di disciplina).

1. Gli ordinamenti professionali prevedono l'istituzione di organi a livello territoriale,

diversi da quelli aventi funzioni amministrative, ai quali sono specificamente affidate l'istruzione e

la decisione delle questioni disciplinari e di un organo nazionale di disciplina. La carica di

consigliere dell'Ordine territoriale o di consigliere nazionale è incompatibile con quella di membro

dei consigli di disciplina nazionali e territoriali. Gli ordinamenti professionali definiscono i requisiti

per la nomina a membro degli organi nazionali e territoriali di disciplina.

2. Il procedimento disciplinare si svolge secondo le norme stabilite dai regolamenti formulati dal

Consiglio Nazionale e approvati dal Ministro della Giustizia, le quali devono assicurare il diritto

dell'incolpato a conoscere le violazioni che gli sono contestate, a prendere cognizione ed estrarre

copia dei documenti che formano il fascicolo, a nominare come difensore un avvocato ovvero anche

un collega del proprio Ordine professionale, a presentare memorie a discolpa, ad essere

personalmente sentito durante l'udienza della commissione e in generale rispettare il principio del

contraddittorio e del giusto procedimento.

3. Non sono ammesse sanzioni diverse dalle seguenti:

a) l'ammonizione, che consiste in un richiamo scritto comunicato all'interessato;

b) la censura, che consiste in una nota di biasimo resa pubblica;

c) la sospensione, che consiste nell'inibizione dall'esercizio della professione per un periodo

massimo di diciotto mesi;

d) la radiazione, che consiste nella cancellazione dall'albo.

4. I ricorsi avverso le decisioni dell'organo territoriale di disciplina sono proposti innanzi all'organo

nazionale di disciplina.

5. L'illecito disciplinare si prescrive in cinque anni.

Art. 15.

(Controllo sugli atti degli Ordini professionali e sugli organi degli Ordini professionali).

1. La vigilanza sull'attività e la gestione degli Ordini professionali è affidata al Ministro della

giustizia.

2. Al fine di cui al comma 1, le deliberazioni concernenti l'approvazione dei regolamenti sono

inviate entro quindici giorni dall'approvazione al Ministro della giustizia, che formula eventuali

osservazioni o la richiesta di riesame entro un mese dal ricevimento. Il decorso del termine senza

inoltro di tali osservazioni o richieste vale quale assenso.

3. I consigli territoriali degli Ordini professionali possono essere sciolti con decreto del Ministro

della giustizia, previo parere del consiglio nazionale dell'Ordine, quando compiono atti di grave e

persistente violazione della legge e per impossibilità di funzionamento.

4. Con il decreto di cui al comma 1 è nominato un commissario straordinario che esercita le

attribuzioni conferitegli dal decreto medesimo.

Art. 16.

(Consiglio nazionale delle professioni intellettuali).

1. Il Consiglio nazionale delle professioni ne esprime la rappresentanza istituzionale e coordina gli

indirizzi espressi dai Congressi nazionali delle singole professioni attraverso i rispettivi organismi

rappresentativi, al fine di valorizzare la rilevanza sociale ed economica delle professioni

intellettuali, favorendone la partecipazione all'organizzazione politica, sociale ed economica del

Paese.

2. Il Consiglio nazionale delle professioni è formato da un rappresentante designato, secondo le

proprie regole statutarie, dall'organismo di rappresentanza di ciascuna professione. Nella sua prima

seduta il Consiglio nazionale delle professioni, convocato e presieduto dal consigliere più anziano,

adotta a maggioranza un regolamento per la definizione della propria organizzazione, determina il

contributo annuale a carico degli Ordini nazionali per le spese necessarie al proprio funzionamento

e all'esercizio delle sue funzioni, indi elegge le cariche previste dal regolamento.

3. Il Consiglio nazionale delle professioni deve essere consultato qualora il Governo o il Parlamento

intendano consultare le parti sociali.

Capo IV

NORME TRANSITORIE E DELEGA AL GOVERNO

Art. 17.

(Disposizioni transitorie e finali).

1. Entro un anno dalla data di entrata in vigore della presente legge, il Governo è delegato ad

apportare, con appositi decreti legislativi, le modifiche agli ordinamenti professionali vigenti nel

rispetto delle indicazioni contenute nella presente legge. Gli schemi dei decreti legislativi sono

trasmessi, dopo l'acquisizione dei pareri vincolanti dei Consigli Nazionali delle professioni esistenti,

alla Camera dei deputati e al Senato della Repubblica affinché su di essi sia espresso il parere dei

competenti organi parlamentari. Decorsi quaranta giorni dalla data di trasmissione, i decreti sono

emanati anche in mancanza del parere.

2. Il parere dei Consigli Nazionali è reso entro 60 giorni dal ricevimento dello schema di decreto

legislativo.

Art. 18.

(Delega al governo).

1. Entro diciotto mesi dalla entrata in vigore della presente legge il Governo è delegato ad emanare

appositi decreti legislativi che disciplinino l'esercizio delle professioni intellettuali in forma

associata, societaria e multidisciplinare uniformandosi ai principi indicati nei commi seguenti. Gli

schemi dei decreti legislativi sono trasmessi alla Camera dei Deputati e al Senato della Repubblica

affinché su di essi sia espresso il parere dei competenti organi parlamentari. Decorsi quaranta giorni

dalla data di trasmissione, i decreti sono emanati anche in mancanza del parere.

2. I decreti legislativi di cui al comma 1 sono informati ai seguenti principi e criteri direttivi

generali:

a) prevedere che i professionisti intellettuali, anche se iscritti a Ordini professionali diversi, possano

costituire tra loro società con lo scopo di organizzare stabilmente in comune l'esercizio delle

rispettive prestazioni professionali ovvero associazioni temporanee per il compimento di incarichi

determinati;

b) prevedere che l'attività dei soci sia soggetta alla disciplina vigente per l'esercizio delle professioni

intellettuali delle singole professioni e che nel conferimento dell'incarico affidato alla società si

debba indicare specificamente il professionista o i professionisti che devono curarne l'esecuzione;

c) prevedere che la società tra professionisti non sia soggetta a fallimento;

d) prevedere che presso ogni Ordine professionale sia tenuto un registro delle società professionali e

che quando la società sia formata da professionisti iscritti ad albi diversi, essa venga iscritta in

ognuno di essi.

e) prevedere la cancellazione di diritto dal registro delle società professionali tenuto presso l'Ordine,

qualora la società rimanga priva di soci dotati dell'abilitazione per l'iscrizione nell'albo

professionale,

f) prevedere l'iscrizione della società nella sezione speciale del registro delle imprese di cui

all'articolo 16 del decreto legislativo 2 febbraio 2001, n. 96;

g) prevedere che al professionista non sia consentito di esercitare l'attività professionale in forma

individuale e di partecipare a più società tra professionisti;; che tuttavia più società tra professionisti

possono riunirsi in associazione temporanea per il compimento di incarichi determinati;

h) prevedere che la società tra professionisti sia soggetta alla vigilanza disciplinare e deontologica

degli Ordini professionali cui è iscritta, i quali determinano le sanzioni da applicarsi alle condotte

censurabili e che se la violazione commessa dal professionista sia ricollegabile a direttive impartite

dalla società, la responsabilità disciplinare del professionista concorra con quella degli

amministratori della società.

i) prevedere che le società tra professionisti non abbiano diritto di elettorato, attivo e passivo, nelle

elezioni dei consigli locali e nazionali e che non possa essere eletto più di un socio della medesima

società nel consiglio locale o nel consiglio nazionale per ogni Ordine professionale presso cui è

iscritta la società;

l) prevedere che l'attività professionale svolta in forma societaria dia luogo agli obblighi e ai diritti

previsti dalle norme previdenziali vigenti per l'attività individuale; che i contributi di carattere

integrativo siano dovuti nella stessa misura che si applica agli atti compiuti dal singolo

professionista in relazione agli utili conseguiti; che ai fini fiscali il reddito della società semplice tra

professionista sia determinato in base all'articolo 54 del testo unico delle imposte sui redditi, di cui

al decreto del Presidente della Repubblica 22 dicembre 1986, n. 917, e successive modificazioni, ed

imputato a ciascun socio, in proporzione agli utili conseguiti;

m) prevedere che nell'associazione temporanea i rapporti interni tra i professionisti siano regolati da

atto scritto antecedente l'assunzione dell'incarico indicante l'opera o il mandato da eseguire, il

criterio di distribuzione dei proventi e il professionista mandatario verso il committente; che

nell'associazione temporanea tra professionisti non vi è costituzione di un patrimonio comune, ma

ciascun associato risponde personalmente verso i terzi delle obbligazioni assunte per il compimento

dell'opera professionale e che tutti i professionisti associati sono personalmente e illimitatamente

responsabili nei confronti del committente per l'attività professionale svolta in esecuzione

dell'incarico;

n) prevedere che la società tra professionisti agisca sotto la ragione sociale costituita dal nome e dal

titolo professionale di tutti i soci, ovvero di uno o più soci seguito dalla locuzione «ed altri», debba

contenere l'indicazione del tipo di società tra professionisti prescelto e che l'indicazione del nome di

un socio non possa essere mantenuta dopo la cessazione della sua appartenenza alla società;

o) prevedere la possibilità di costituire società di professionisti secondo lo schema della società in

nome collettivo (S.T.P.), con le seguenti caratteristiche peculiari: a) i soci della società tra

professionisti devono essere iscritti in albi professionali; b) i diritti di partecipazione alla società tra

professionisti possono essere ceduti per atto tra vivi solo con il consenso di tutti i soci, salvo diversa

disposizione dell'atto costitutivo; c) in caso di morte di uno dei soci, gli altri soci devono liquidare

la quota agli eredi, a meno che preferiscano sciogliere la società ovvero continuarla con gli eredi e

questi abbiano i requisiti professionali richiesti e vi acconsentano; d) l'incarico professionale

conferito alla società tra professionisti può essere eseguito solo da uno o più soci in possesso dei

requisiti per l'esercizio dell'attività professionale richiesta; e) la società deve informare il cliente,

prima della conclusione del contratto, che l'incarico professionale potrà essere eseguito da ciascun

socio in possesso dei requisiti per l'esercizio dell'attività, professionale richiesta; f) il cliente ha

diritto di chiedere che l'esecuzione dell'incarico sia affidata ad uno o più soci da lui scelti; g) la

società risponde in via diretta con il suo patrimonio, ma Il socio o i soci incaricati dal committente

sono personalmente e illimitatamente responsabili verso di lui per l'attività professionale svolta in

esecuzione dell'incarico; h) in difetto della comunicazione prevista dalla precedente lettera e) sono

responsabili illimitatamente e solidalmente tutti i soci; i) per le obbligazioni sociali non derivanti

dall'attività professionale rispondono inoltre personalmente e illimitatamente tutti i soci, ai sensi

dell'articolo 2291 del codice civile;

p) prevedere la possibilità di costituire società di professionisti secondo lo schema della società di

lavoro professionale (S.L.P.), con le seguenti caratteristiche peculiari: a) qualora gli ordinamenti

non lo vietino, possono partecipare soggetti non professionisti; b) è ammessa la società di lavoro

professionale uni personale; c) per quanto non espressamente disciplinato si rinvia alle norme sulla

società semplice; d) la società acquista la personalità giuridica con l'iscrizione nella sezione speciale

relativa alle società tra professionisti di cui all'articolo 16, comma 2, secondo periodo del decreto

legislativo 2 febbraio 2001 n. 96; e) i soci professionisti conferiscono la loro opera intellettuale per

tutta la durata della società. L'obbligo di conferimento ha ad oggetto la prestazione di lavoro

intellettuale del socio. In ciascun esercizio sociale, i soci sono tenuti a conferire la loro opera

professionale, secondo le modalità stabilite dagli amministratori. Salvo diversa pattuizione, il valore

del conferimento dell'opera intellettuale è determinato dai soci concordemente e ad esso è

commisurata la partecipazione agli utili. L'adempimento dell'obbligo di conferimento dei soci

professionisti si ha mediante l'effettuazione della prestazione di lavoro intellettuale a favore della

società. Gli amministratori valutano il conferimento dell'opera dei soci al termine dell'esercizio

sociale e propongono ai soci la percentuale di partecipazione agli utili; f) i compensi derivanti

dall'esercizio dell'attività professionale dei soci, resa contestualmente sia ai clienti in esecuzione

dell'incarico ricevuto, che alla società in esecuzione dell'obbligo di conferimento della loro opera

intellettuale, costituiscono crediti della società. Al termine dell'esercizio sociale, i conferimenti di

opera intellettuale, che non hanno fatto ancora sorgere crediti a favore della società, costituiscono

prestazioni intellettuali in corso di esecuzione e vengono valutati dagli amministratori; g) oltre

all'obbligo del conferimento dell'opera intellettuale, il contratto sociale può stabilire l'obbligo dei

soci, o di alcuni di essi, di effettuare conferimenti accessori in denaro, crediti, beni in natura o

prestazioni di servizi. Il conferimento accessorio può consistere anche nel nome del professionista o

nell'apporto di clientela. Possono essere conferiti, altresì, uno o più studi professionali; h) se il socio

non esegue il conferimento dell'opera intellettuale, secondo le modalità stabilite dagli

amministratori, e se tale inadempimento si protrae per oltre sei mesi, anche non continuativi di uno

stesso esercizio sociale, gli altri soci, su proposta degli amministratori, possono deliberarne

l'esclusione dalla società; i) i soci non professionisti hanno l'obbligo di conferire in società somme

di denaro, crediti o beni in natura oppure prestazioni tecniche; l) il socio in mora nel conferimento

non può esercitare il diritto di voto; m) nella società di lavoro professionale per le obbligazioni

sociali risponde la società con il suo patrimonio. Ciascun socio professionista è personalmente e

illimitatamente responsabile, in solido con la società, per i danni causati dall'attività professionale

da lui svolta in attuazione dell'oggetto sociale. Qualora il fatto determinante la responsabilità sia

ricollegabile esclusivamente alle direttive impartite dalla società, risponde soltanto la società con il

suo patrimonio. Se non è individuabile il socio professionista che ha causato il danno rispondono la

società e tutti i soci personalmente ed illimitatamente; m) i creditori di obbligazioni sociali per

danni derivanti dall'esercizio dell'attività professionale non possono pretendere, anche se la società è

in liquidazione, il pagamento dai singoli soci, se non dopo l'escussione del patrimonio sociale; n)

per le obbligazioni sociali relative a danni derivanti dall'esercizio dell'attività professionale, che

abbiano causato la riduzione o la perdita del patrimonio della società o la sua insolvenza, il socio,

che ha eseguito la prestazione professionale che ha causato il danno, è responsabile verso gli altri

soci e gli altri creditori sociali del danno che ha cagionato, limitatamente alla riduzione del

patrimonio netto della società o alla sua perdita; o) i creditori di obbligazioni sociali diverse da

quelle relative a danni derivanti dall'esercizio dell'attività professionale, i quali risultino

insoddisfatti, anche parzialmente, dalla esecuzione sui beni sociali, possono esercitare l'azione di

responsabilità verso gli amministratori della società che abbiano agito intenzionalmente a danno dei

creditori sociali. I soci, che sono responsabili verso i creditori sociali, possono intervenire nel

procedimento civile instaurato contro la società. La sentenza pronunciata nei confronti della società

fa stato nei confronti dei soci, che possono proporre appello contro di essa; p) la partecipazione ad

una società di lavoro è incompatibile con la partecipazione ad altra società di lavoro intellettuale

salvo espresso consenso di tutti i soci, professionisti e non; q) le quote di partecipazione alla società

dei soci professionisti non sono trasferibili a terzi. Le quote di partecipazione alla società dei soci

non professionisti sono trasferibili a terzi, salva diversa pattuizione nel contratto sociale. La quota di

partecipazione agli utili connessa ai conferimenti accessori effettuati dai soci professionisti e dai

soci non professionisti non può essere superiore al 25 per cento. La quota di partecipazione agli utili

connessa al conferimento dell'opera dei soci è determinata dagli amministrazioni in relazione al

conferimento dell'opera effettuato; r) i soci decidono con la maggioranza dei voti determinata

secondo la parte attribuita a ciascun socio negli utili, salvo diversa pattuizione; s) l'amministrazione

della società non può essere affidata a persone diverse dai soci professionisti della società. Salvo

diverso patto, l'amministrazione della società spetta a ciascun socio professionista disgiuntamente

dagli altri; t) la rappresentanza della società verso i terzi e in giudizio spetta ai soci amministratori,

disgiuntamente tra loro, a meno che l'atto costitutivo non disponga diversamente. La rappresentanza

della società non può essere affidata a persone diverse dai soci professionisti della società; u)

l'incarico professionale conferito alla società può essere eseguito solo dai soci in possesso dei

requisiti per l'esercizio della prestazione professionale richiesta. La società deve informare il

cliente, prima della conclusione del contratto, che l'incarico professionale potrà essere eseguito da

ciascun socio in possesso dei requisiti per l'esercizio della prestazione professionale richiesta. Il

cliente ha diritto di chiedere che l'esecuzione dell'incarico sia affidata ad uno o più soci da lui scelti

sulla base di un elenco scritto con la indicazione dei titoli e delle qualifiche professionali di

ciascuno di essi. In difetto di scelta, la società prima dell'inizio dell'esecuzione del mandato

comunica al cliente il nome del socio o dei soci incaricati. La prova dell'adempimento degli

obblighi di informazione prescritti e il nome del socio o dei soci indicati dal cliente devono risultare

da atto scritto. In difetto della comunicazione prescritta, per le obbligazioni sociali per danni

derivanti dalla prestazione professionale svolta da uno o più soci, oltre alla società, sono

responsabili illimitatamente tutti i soci. La prestazione professionale è svolta direttamente dal

singolo professionista, secondo le regole, anche deontologiche, della professione di appartenenza;

v) i crediti della società, derivanti dall'esercizio dell'attività professionale dei soci, sono crediti di

lavoro intellettuale di cui all'articolo 2751-bis n. 2 del codice civile; w) il creditore particolare del

socio, finché dura la società, non può chiedere la liquidazione della quota del socio debitore. La

partecipazione sociale non può formare oggetto di pegno, usufrutto, sequestro e pignoramento; x) il

risultato di esercizio è determinato con il criterio di cassa, salvo per quanto attiene agli

ammortamenti, ai costi per i canoni di leasing e agli accantonamenti per trattamento di fine rapporto

di lavoro dipendente. Qualora l'esercizio sociale chiuda in perdita, i soci eseguono i versamenti

necessari per la integrale copertura della perdita nella stessa misura in cui partecipano agli utili.

Fino a che ciascun socio non abbia coperto la quota di perdita d'esercizio a lui imputata in base al

rendiconto, gli amministratori non erogano al socio acconti sugli utili in corso di maturazione. I

crediti dei soci verso la società per gli utili da distribuire derivanti dai conferimenti d'opera

intellettuale, sono assimilati ai crediti di lavoro di cui all'articolo 2751, bis n. 2) del codice civile. Il

credito del socio professionista verso la società per gli utili da distribuire può essere pignorato dal

creditore particolare del socio fino ad un ammontare massimo di un quinto. Il credito del socio non

professionista verso la società per gli utili da distribuire ha natura chirografaria; y) il socio che non

esegue la prestazione professionale a favore della società al cui conferimento si è obbligato con il

contratto sociale, è escluso dalla società. Non può essere escluso dalla società il socio professionista

che, pur non avendo effettuato i versamenti a copertura della sua quota di partecipazione alle

perdite, continui a lavorare per la società, conferendo la sua opera professionale. In tal caso, egli

non avrà diritto agli acconti sugli utili e non potrà percepire gli utili dopo l'approvazione del

rendiconto, fino a che non avrà coperto la quota di perdita a lui spettante; z) i crediti della società

derivanti dalle prestazioni professionali rese alla clientela sono soggetti al contributo integrativo

eventualmente dovuto alla Cassa di Previdenza di appartenenza di ciascun professionista incaricato

della prestazione. La società vanta un diritto di rivalsa nei confronti della clientela per il contributo

integrativo applicato. È vietata la rinuncia alla rivalsa.

q) è ammessa la costituzione di associazioni tra professionisti per l'esercizio in comune della

professione ai sensi della legge 23 novembre 1939, n. 1815 e successive modificazioni ed

integrazioni.

3. Il Governo è delegato ad adottare, entro sei mesi dalla data di entrata in vigore della presente

legge, uno o più decreti legislativi al fine di istituire, per le professioni sanitarie di cui all'articolo 1,

comma 1 della Legge 1 febbraio 2006, n. 43, i relativi ordini professionali, senza nuovi o maggiori

oneri a carico della finanza pubblica, nel rispetto delle competenze delle regioni e sulla base dei

princípi e dei criteri direttivi indicati all'articolo 4 della medesima legge.

 

Ultimo aggiornamento Martedì 12 Luglio 2011 16:26
 
Ferie aggiuntive commento alla sentenza PDF Stampa E-mail
Scritto da Segreteria   
Sabato 06 Marzo 2010 22:11

Sentenza della Corte di Cassazione di Roma: i 15 giorni di Recupero biologico di calendario e non legati alle ferie. Il Comitato Centrale della Federazione esprime una pesante perplessità sulla sentenza della Corte di Cassazione di Roma n. 26364 del 16 Dicembre 2009, sul conteggio dei 15 giorni di recupero biologico.

Valutazione ed iniziative del Comitato Centrale dal sito della Federazione
Ultimo aggiornamento Martedì 12 Luglio 2011 16:35
 
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